[ iSo / enten eller - città stuprata]
Parole, musiche, immagini degenerative
 



sabato, agosto 30, 2003

LA FABBRICA

Vento che mi slava lento e strappa il cuore, incurante degli abiti passati.

E’ la fine, la sinfonia dei tamburi squarciati,

ogni istante,

colpi sul viso

ogni istante,

suoni stridenti fanno preludio ad una fabbrica da abbandonare in fretta

e ricoprire di candida e dolce polvere bianca

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AMEDEO

Ho scritto parole di un lustro prolungato,

parlando al passato., tiepide visioni di ciò che ho cercato.

Abbracciato intere città, e strade drogate, e viali scalzati.

Cala la penombra sui contorni di me,

mi avvolge lenta e impregnata di grigio,

assorbe piano il mio corpo,

svanisco lentamente tra polvere e smog.

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venerdì, agosto 29, 2003

                 I tram di Torino

 

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giovedì, agosto 28, 2003

9

 

Percorro una scia lontana di ricordi,

e in attimo tutto svanisce.

Guardo le cose di ogni giorno e toccandole ne ricevo la memoria.

Con un gesto del dito raccolgo la polvere e me la porto sulle labbra,

aspettando che con un bacio la toglierai e la ravviverai.

Nelle strade dove rincorro la tua idea tornerei anche subito se solo sperassi di vederti…

Scosto le tende e il paesaggio è limpido; sono sereno, ma il tempo è passato.

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Stuprare le ragazzine.

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martedì, agosto 26, 2003

                DIAFRAMMA

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Cos'è che ci rende prigionieri?

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lunedì, agosto 25, 2003

E' strano accorgersi che quando finisce un sogno, ne inizi poco dopo un altro...
Quando gli amici se ne vanno perchè sono cambiati, perchè noi siamo cambiati.. i sogni si consumano piano... Ti resta la strada e l'asfalto nero.. voglia di andare lontano.
Un sogno finito è l'ultimo bacio che hai dato all'amore passato, un bacio veloce dato in un'anonima stazione, senza pensare che potesse essere l'ultimo... così finisce un sogno...
Quando la vita cambia in un amen ed un Cristo ti sale dai portici di una Torino in vacanza, un sorriso nasce spontaneo sul volto, una carezza di nostalgia e di struggente, la consapevolezza che tornerai, anche sapendo che così non sarà.
I sogni di giorno assumono nuovi colori, tinte che prima trovavi sbiadite si rifanno cangianti e ritrovi quella strana frenesia che non ti accompagnava da molto.

Ti amo bambina, non siamo al tramonto, è che ho da lavorare davvero.. da lavorare sul serio.

Hai passato i tuoi natali sulle sue labbra, hai mostrato la tua nudità al suo cospetto, hai urlato una volta almeno tutto il tuo disgusto sul suo viso.
Nell'amore si fa così?
Poi in un momento diverso dagli altri io coprirò il peso di queste distanze....

Non ho voglia di amare, lasciatemi stare.
Anzi fottetevi se potete.








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domenica, agosto 24, 2003

Il freddo mi strappa il ricordo
di una vita lasciata cadere
sui volti confusi degli altri,
sulle frasi che mi tormentano ancora.
Guardami sfiorire ridendo
la mia ultima vanita'
i sentimenti dispersi nel sole
quando invento i tuoi occhi.

Lenti attimi muoiono
scorrendo sulle pareti
nell'unione finale,
nelle gesta di una donna annoiata
che e' contro di me
contro i segni di ogni ritorno.
















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sabato, agosto 23, 2003

Ascolto in dissolvenza i rumori del traffico, delle ruote sulla pioggia.
Solo, da una finestra d'albergo ho trovato ciò che non volevo ed in un attimo ho visto piangere la città.

Con le dita ho irrigidito l'aria.

La città è scoppiata e la mia nevrosi è esplosa in lampi rossi a stroboscopica intermittenza.


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giovedì, agosto 21, 2003

Oggi c'era chi urlava in mezzo alla strada, come ad attirare l'attenzione su un fatto increscioso che non era mai successo, io lo osservavo dai portici della piazza del paesino con una sigaretta tra la falagetta dell'indice e del medio, con il braccio in alto e la mano leggermente piegata. Si è voltato verso di me, come a cercare un cenno di approvazione, io gli ho sorriso e ho aspirato dalla succosa un po' di narcotizzante nicotinco. Sono tornato nell'ufficio dei letamai.
Ho cercato di mettere ordine tra le carte sparse, girandomi verso i colleghi e cercando un gesto di approvazione per le mie parole che reclamavano l'assenza di un computer... una piccola voglia di esistere che saliva dal buio. Le mosche impazzite si cercavano e si lasciavano, ignare, seguire dal mio sguardo assente che cercava di indovinarne le traiettorie... Disegnavano l'andamento della mia vita, tutti cerchi alti e bassi, curve a gomito ed un continuo inseguire se stessi senza trovarsi mai.
Non chiedetemi se ho vinto o se ho perso.



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martedì, agosto 19, 2003

Faust'o... Punk Italiano 1979...

All'epoca un vero senso.

"Godi"

E' la perversione, la tua ultima occasione
la corretta soluzione di una vita vissuta a metà
Succhia con prudenza le mammelle della scienza
questa cosmica demenza, sostituto di mamma e papà!

Striscia.
ai margini del tempo, davanti ai compromessi
la fiera degli eccessi ormai non rende più.
Piscia.
sui miti del potere, rinnega la cultura
adesso fia paura spaventati anche tu!!

Ma non farti mai vedere, dietro i banchi di una chiesa
mentre ti masturbi in allegria.
Non usare il coito anale, per il gusto di far male
fai l'amore con malinconia.

Se ci pensi è più che giusto sia così
Il regime del consenso è tutto qui!

Godi, però di nascosto, nel cesso, nel bosco.
nell'ultimo posto in cui Dio ti vedrà!
No, non farti problemi, nascondi le mani
nel mondo dei nani sei grande anche tu!

E vergognati alla sera mentre dici una preghiera
della voglia di bestialità!

Se ci pensi è più che giusto sia così
Il regime del consenso è tutto qui!

Non avere freni, sputa tutti i tuoi problemi
la cloaca degli schemi ha gli antidoti adatti per te!
Ma la perfersione getterà la disperazione
sugli autori del copione perchè lì la tua parte non c'è!

Godi, però di nascosto, nel cesso, nel bosco.
nell'ultimo posto in cui Dio ti vedrà!
No, non farti problemi, nascondi le mani
nel mondo dei nani sei grande anche tu!

Ma non farti mai vedere con stivali e calze nere
se una vecchia troia tu non sei.
Non provare inclinazioni, non avete tentazioni
che non si accontentino di lei!

Dalla gabbia puoi uscire se ti và
Ma soltanto senza la verginità!

Godi, davanti ai borghesi, corrotti ed obesi
davanti alla fabbrica della pietà
Godi, sul muso dei vecchi, vestiti da specchi
e ridigli addosso la tua libertà!

Prendi a calci le paure, quelle vecchie macchie scure
che ti han fatto sporco come sei!

Dalla gabbia puoi uscire se ti và
Ma soltanto senza la verginità!

Oh, anch'io ho una donna
è l'ultima sponda per controllare le mie verità
Godo, però di nascosto, nel cesso nel bosco
nell'ultimo posto in cui Dio mi vedrà!































































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Lavorare stanca

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lunedì, agosto 18, 2003

"Mi ilù setantedui agn" ripeteva sconsolato l'agricolo all'uomo tornato in campagna dopo 10 anni di città... stava cercando di convincerlo che non sarebbe mai riuscito a scrivere tutti i trattamenti che faceva per le sue pesche... L'ex uomo di città ascoltava, comprendeva.. "Va bin, l'è mia an prublema, at vègni chi e lu fuma ansema".
Ritornare in paese guardando dai portici la piazza deserta e pensare che solo un mese fa era nella Torino cantata da Mario Congiu; un nuovo gennaio, una nuova rinascita aveva pensato.. aveva azzeccato? Forse...
Ho ripreso i portici al contrario sperando di rivederti, ma sono ancora a casa e piove più di prima, amore lasciato nelle aule polverose d'ateneo, senza parole ma con troppi sguardi lasciati cadere, vittima della timidezza. Inseguita nei parchi la notte, nei muri che odorano di birra, nelle fabbriche abbandonate... forse ti ho lasciata mentre piangevi e ridevi nel sottopasso. Ma anche le cold lights on Turin mi hanno sempre ricordato di te.
"Mi ilù setantedui agn....." e l'uomo ritorna di nuovo scacciando per l'ultima volta il tuo ricordo e sorridendo triste alla città con cui più volte ha fatto l'amore.




postato da: ISO9660 | 22:25 | commenti

La luce che batte fissa sulla parete si fa sempre più scura.
Io cammino stanco con le spalle ricurve e la vista viene meno.
Voglio distruggere le tue parole e scordarmi di te al più presto, sacrificio delle mie impotenti colpe.
I pianti, torture di ricordi di una vita passata, per riaccendere un cielo che è sempre più sporco.




postato da: ISO9660 | 21:19 | commenti

Ho fatto diverse promesse... non ne ho mantenuta nemmeno una.
Buonanotte bloggers


postato da: ISO9660 | 00:00 | commenti (7)

domenica, agosto 17, 2003

Lei si spettina la fronte, mostra la sua vanità: il suo corpo è in fiamme.
Piccole lacrime di sudore accompagnano il suo ballo, da lassù è l'eroina di mille corpi che si muovono.
Tuz Tuz Tuz
Il tempo si sposta in avanti e quando scende non è più la star.. c'è chi ha preso il suo posto nel corpo dei ragazzi
Una corsa... di colpo è a casa.
Si sorprende maledettamente sola a vagare per le stanze.






postato da: ISO9660 | 23:14 | commenti

Una lieve carezza si fa gioco di me.
Gli odori della città si appiccicano sul mio viso,
le case di periferia, impregate di fradicio grigio, gridano rabbia... accusano ancora.
Poi si muove qualcosa in lei ed io resto nudo, cercando di attraversarla.




postato da: ISO9660 | 18:39 | commenti (1)

"Radio mi canti la sera.. waiting for someone help"...
Perchè un blog? Sensazioni del pomeriggio in dormiveglia, della prima sigaretta del mattino, della notte senza dormire; rumori di città, frasi mai dette, ricordi, passaggi, sottopassi nauseanti pipì, corrosioni mentali ed alterazioni della struttura. Il punk era dietro l'angolo, dicono che sia morto, anche la new wave è morta.
Si esce vivi dagli anni 80? I Duran Duran sono tornati insieme e dalla televisione mostrano bombardare il tuo vicino di casa.
Un blog? forse perchè non c'è più nessuno che scriva o che dica qualcosa.. ma qualcuno dev'essere rimasto, forse perchè fuori da questa stanza il mio tempo muore, forse non ho visto davvero cercare l'amore.
Un caffè grazie, schiumato? no no, spuro! 80 centesimi, grazie, arrivederci.





postato da: ISO9660 | 15:12 | commenti (2)