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mercoledì, giugno 30, 2004
Spezzo il ritmo per un giorno un po' diverso, dove l'aria è fritta di solito scappo velocemente, ma ne sono la prima vittima incosciente. Ci sono barche da abbandonare? Alloggi da addobbare? Donne da scopare? Qualcosa per cui valga la pena? Il mio tempo ha bisogno di essere un continuo rew e ff, sincopato, distorto e stroboscopico; non dormire mai, non perdere tempo, maledetto egoista!
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giovedì, giugno 24, 2004
Pelle profumata d'estate, il richiamo è assoluto e magnetico. Spalle scolpite su colli dorati, da accarezzare con la punta delle dita, da prendere a piene mani. Il tuo ombelico liscio inebria i miei sensi, poggio piano le mie labbra, di carne si muovono passando lievemente sulla superficie ornata di perle... più giù... Intensi si alzano i profumi dei tuoi umori più caldi e desiderosi, ed il pensiero non conta più, perduto tra il tuo aroma e la mia lingua, pronta ad affondare ed assaporare ciò che bramo.
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martedì, giugno 22, 2004
Lupu ululà, e castellu ululì
postato da: ISO9660 | 19:37
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mercoledì, giugno 16, 2004
Persone sdraiate si alzano improvvisamente. Rigide di fronte a me spuntano il loro sangue sul mio corpo nudo. Ho girato troppi posti rimanendo nella stessa posizione per mesi. Ho esaltato troppo popolo da un palco alto senza nessun spettatore. Ho fumato troppe sigarette sul balcone la sera. Un vecchio contadino mi segue con sguardo orridamente paterno, sono il folletto sulla bicicletta, sono le ossa in un mondo di carne. "e' il caso che tu metta ordine alla stanza", maledetto egoista!
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domenica, giugno 06, 2004
Sono nato da una moquette verde dove i feltri morbidi mi proteggevano dagli sbalzi di temporatura troppo arditi ed impuntuali. Mi riparavo arrampicandomi sulle piccole maglie che si alzavano dalla terra: solo denti che sorridevano e piaceri di ovatta. Nelle mie orecchie pillole di sussurri dolci. Sono nato da una moquette verde assaggiando sotto un tavolo troppo piccolo le briciole delle parole, sono uscito dallo scrigno senza più la protezione sintetica dell'abrasione sincera, ora i colori ai miei occhi ritmicamente si alternano virando di volta in volta. Occhi rossi, occhi gialli squadrano il mio viso scavato, i davanzali dei ballatoi non possono urlare le loro visioni, io posso vederli trasformarsi in abiti usurati ed arredi stile impero. Sono nato da una moquette verde e mi chiudo in un interno blu.
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venerdì, giugno 04, 2004
Ho voluto creare mosaici imperfetti in cui tutti i tasselli si incastrassero perfettamente, ho accostato i colori impossibili sentendo il mio fiato sul collo: i bambini dalle finestre sorridevano senza capire, nella loro infinita purezza. Riprovo ora questo strano gioco degli incastri. li ho disegnati ad occhi chiusi nella mente, lunghi fili d'acqua che scorrono liberi nelle stanze, ma le mie mani frementi e tremanti di febbre lasceranno ancora troppi buchi e troppe ridondanze. E' un travaglio che merita la sua infinita ricerca.
postato da: ISO9660 | 19:14
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