[ iSo / enten eller - città stuprata]
Parole, musiche, immagini degenerative
 



domenica, novembre 28, 2004

Casa Iso è lieta di presentarvi Nick "Rhodes"!

Fa un certo effetto vedere la foto di Madaski e quella di Nick affiancate... loro che non si sono mai visti nè potuti conoscere... So che Madaski mi sorride dall'alto... e da un po' del suo splendido amore allo spendido Nick...
In quanto a voi... ci vediamo a Castelfranco Veneto venerdì prossimo?


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martedì, novembre 23, 2004

Dormi piccolo testone, dormi piccolo... dentro di me, vivrai dentro di me, te lo giuro testone, piccolo mio adorato e splendido...
Ora dormi... amore mio... ti accarezzo ancora e sempre.. piccolo... adorato.
Ora dormi in pace, ti piangerò ogni giorno, piccolo testone mio...

Madaski: 1 ottobre 1998 - 23 novembre 2004



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sabato, novembre 20, 2004

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mercoledì, novembre 17, 2004

Nelle notti dal sonno spezzato chiamo una vita chimica,
dalle cascate, dai ripidi pendii e dagli osceni oceani si riempiono laghi di lacrime fangose,
gorgogliano, come accordi dicendenti in sol minore...
But it's just an illusion that passes the time away.
Si risvegliano i cuori degli anfibi letargici, l'inverno li raggela.
Dai solchi di un vecchio vinile ci dicono "Aprite le braccia al Figlio del Signore",
But my heart is now frozen, and i'm a looser for every love.
...Apritevi finestre suonate campane...
                il mostro nero elettrico
It was just an illusion that time passed away.










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martedì, novembre 09, 2004

La vecchina ingiallita, arsenico e vecchi merletti, stende il suo piccolo scialle sulla cima del Monte Rosa.
Le sue dita sottili (è giovane, lei) scorrono lente ed alimentano tutti i canali della Pianura Padana!
Dei delitti.. e delle pene! di quanti si sarà nutrito il suo folle grembo?
E le coulotte rosa nascondono ancora qualche segreto di ragazzina?
La terra d'autunno... brulica di vita underground.
Formiche affonnosamente in colonna, ed io lancio il mio corpo, nei locali dalle troppe fermate e riscaldati al massimo tepore...
La mia bocca esce dalle paludi ghiacciate, urlando muta ed adorante verso di lei: madre di nulla.







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